“Adesso cercate la verità su Paolo”: l’appello della sorella del missionario rapito in Siria

Caduto il regime di Assad in Siria si aprono le carceri ed emergono gli orrori e i segreti della dittatura, si cercano notizie di migliaia di scomparsi. Tra loro anche Paolo Dall’Oglio, missionario italiano rapito in circostanze misteriose il 29 luglio 2013. Ho raccolto la speranza della sorella, Francesca. “Chiaramente nel mio cuore c’e’ il desiderio che si possa trovare una verità su Paolo. da notizie che io avevo avuto locali, ma chiaramente non confermate, era proprio che paolo fosse prigioniero del regime, in un carcere alla periferia di Damasco, vicino all’aeroporto.” Sono state tante in questi 11 anni le… Continua a leggere


“Un’altra notte di freddo, un altro inverno lontano da casa”

Ci mancava solo la Siria: nel mondo 122 milioni di persone quest’anno sono state costrette a vivere lontano dalle loro case a causa di conflitti, violenze e persecuzioni, un record che sale da 12 anni a questa parte. La ripresa del conflitto siriano dopo alcuni anni di tregua ad Aleppo la scorsa settimana ha causato altre decine di migliaia di profughi e una vera e propria beffa per chi stava tornando a casa fuggendo dalla guerra in Libano. Ce lo racconta Filippo Ungaro, portavoce per l’Italia dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che ha lanciato la campagna… Continua a leggere


7 ottobre, un anno dopo. Le foto della guerra “dentro” Israele

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Aeroporto Ben Gurion, 7 ottobre. Lo scalo deserto dopo la cancellazione di centinaia di voli

Quel drammatico 7 ottobre sono arrivato a Tel Aviv in piena notte, con l’unico volo da Roma non cancellato. Un aereo carico di angoscia, di riservisti richiamati di corsa e di passeggeri in ansia per le loro famiglie. Mi è tornato in mente il viaggio di oltre venti anni prima, per arrivare via Canada a New York dopo l’attacco alle Torri Gemelle. E ho subito pensato che questo era l’11 settembre di Israele. I primi giorni nello Stato Ebraico regnavano shock e paura. A Sud era pericoloso muoversi perché i terroristi erano ancora nascosti tra i kibbutz. Quasi a ogni ora da Gaza venivano lanciati razzi e nelle città le sirene… Continua a leggere


La guerra “interiore” di un giornalista in Ucraina

Ci sono cose che non raccontiamo nei nostri servizi, reportage, racconti. Ma che restano appiccicate all’anima e che non riesci a lavare via“.

Così scrive Cristiano Tinazzi in un passaggio del suo libro “Tutto questo dolore” (Paesi Edizioni), romanzo introspettivo di un reporter sul campo in Ucraina. Conosco Cristiano da anni e nei nostri incontri non si era mai “aperto” sui propri travagli interiori che lo hanno accompagnato per anni in ogni trasferta e lo spingevano a ripartire il più presto possibile. L’armatura che indossava è venuta meno.

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“Non fate del male alla mia famiglia”: il disperato appello di un padre ai terroristi di Hamas

  Sono partito per Israele poche ore dopo il terribile attacco terroristico del 7 ottobre. Ho cercato di raccontare come vivono le città sotto i razzi, la popolazione di Gaza sotto i bombardamenti, le comunità della Cisgiordania sotto occupazione e le cittadine israeliane al confine del Libano sotto tiro dei missili di Hezbollah. E ho raccolto la voce di quelle famiglie che hanno i loro cari in ostaggio dei terroristi di Hamas. Questa è quella di YONI ASHER. Intervista a Yoni Asher AGGIORNAMENTO DI NOVEMBRE 2024: I FAMILIARI DI YONI LIBERATI DURANTE LA TREGUA PER IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI UN… Continua a leggere


La catastrofe della guerra dimenticata da tutti

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Noi giornalisti usiamo spesso il termine guerra “dimenticata” per indicare i molti conflitti nel mondo di cui si parla poco, in particolare sui media italiani. Soprattutto in periodo di Pandemia. Eppure secondo l’UNHCR la più grave catastrofe umanitaria dei nostri tempi sta andando avanti nel quasi totale silenzio internazionale da sei anni. La guerra nello Yemen ha costretto oltre 4 milioni di persone ad abbandonare le proprie case e sono oggi sfollate all’interno del paese, mentre 16 milioni di bambini e donne sono alla fame e senza medicinali. Il numero delle vittime non è calcolabile con precisione.

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Cosa non torna nella morte del fotoreporter Andrea Rocchelli

 

Il luogo dove è morto Andrea Rocchelli

 

Il 29 settembre si apre il processo di appello per la morte del fotoreporter Andrea Rocchelli e del suo interprete Andrei Mironov, uccisi il 24 maggio 2014 da alcuni colpi di mortaio in Ucraina orientale. Fin’ora l’unico accusato e condannato in primo grado a 24 anni di carcere è Vitaly Markiv, soldato dell’esercito ucraino. Per capire cosa sia accaduto e se sia veramente lui il colpevole, quattro giornalisti, Cristiano Tinazzi, Olga Tokariuk, Danilo Elia e Ruben Lagattollao, hanno realizzato un documentario inchiesta dal titolo “The wrong place”.  

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Sirte, la sfortunata città sempre in guerra

Il centro di Sirte

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Photo by Alfredo Macchi

La guerra torna a bussare alle porte di Sirte, la città libica a metà strada tra Tripoli e Bengasi, più volte contesa e ormai ridotta in macerie. Quando nell’ottobre 2011 sono entrato nel centro abitato al termine di settimane di assedio e poche ore dopo l’uccisione del Colonnello Gheddafi, che qui era nato e qui si era nascosto fino all’ultimo giorno, nelle strade c’erano decine di cadaveri e i palazzi erano in gran parte distrutti. Ho immaginato che sarebbe presto rinata, forse diventata un ridente centro turistico, e invece pochi mesi dopo è arrivato il Califfato Islamico e il suo triste destino prosegue ancora oggi.

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La battaglia dell’Himalaya tra Cina e India e l’Asia che ribolle

Un’area contesa disabitata e ricoperta di ghiaccio quasi tutto l’anno ma strategica per la “nuova via della seta” cinese

Che cosa sia davvero accaduto lunedi’ 15 giugno a 4 mila metri di altitudine nelle regioni himalaiane del Laddak contese tra India e Cina non e’ ancora del tutto chiaro. Nuova Dehli ha denunciato con non poco imbarazzo la morte di venti soldati, tra i quali un colonnello, mentre Pechino non ha rivelato il numero delle sue vittime. Secondo alcuni non sarebbe stato sparato nemmeno un colpo ma lo scontro, il più grave da decenni, sarebbe avvenuto con pietre e mazze chiodate.

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Lo Yemen ai tempi del colera

Un ospedale dello Yemen. Copyright Watchlist.org – Laura Silvia Battaglia


Diciassette milioni di persone alla fame, una delle carestie peggiori al mondo, 60 mila persone colpite da un’epidemia di colera, diecimila morti nei combattimenti. Lo Yemen è in ginocchio eppure in Italia si parla pochissimo di questo paese in guerra, un conflitto che coinvolge molti paesi arabi e alcune delle mete turistiche più belle del pianeta. “Anche mio zio è finito in ospedale per l’epidemia di colera” ci racconta Laura Silvia Battaglia, una delle giornalista più esperte di Yemen, corrispondente da Sanaa per diverse testate internazionali.

Laura l’ultima volta sei stata nello Yemen a febbraio. Quale situazione hai trovato?

Il Paese è in una devastante crisi umanitaria. In particolar modo il Nord, a causa del blocco commerciale, di beni e di passeggeri sull’aeroporto di Sana’a e sul porto di Hodeida. Continua a leggere