Fabbrica del sorriso con i bambini di strada di Nairobi

Bambini nella discarica di Nairobi

C’è un odore che stordisce, ti prende la gola e ti fa bruciare gli occhi nella discarica Dandora di Nairobi. Ci sono giganteschi uccelli, avvoltoi che qui chiamano marabù, che si aggirano tra i rifiuti alla ricerca di qualche cosa da mangiare. E ci sono tanti bambini, vestiti di stracci, sporchi e tristi, che vagano tra le montagne di immondizia con un sacco sulle spalle dove mettere quello che trovano: plastica o altri oggetti da riciclare oppure anche loro qualcosa da mangiare. Continua a leggere

Auguri ad un padre di cui non so il nome

Vorrei mandare i miei auguri per la festa del papà ad un padre di cui non conosco il nome. Lo ho fotografato lo scorso settembre, eravamo al confine tra Ungheria e Austria e lui è arrivato con il suo bimbo sulle spalle che dormiva stremato dopo ore di cammino sotto la pioggia e al freddo.

So solo che quest’uomo arrivava dalla Siria, e immagino che abbia deciso di affrontare un viaggio pericoloso lasciandosi alle spalle la sua casa, la sua comunità, i suoi amici, le sue sicurezze per affrontare una vita nuova soprattutto per suo figlio. Una decisione con una responsabilità enorme: il viaggio via terra e poi via mare dalla Siria alla Turchia e poi alla Grecia e via Macedonia fino in Ungheria è carico di pericoli e insidie. Quasi ogni giorno il mare Egeo strappa la vita a tanti bambini.

Quando dopo lunghi giorni di cammino, di notti all’addiaccio, di polizia brutale e di spietati trafficanti di uomini, quando è arrivato finalmente al confine austriaco e ha visto aprirsi le porte della strada verso l’Europa, questo padre ha sorriso, nonostante la fatica, la fame, il freddo. E quando i volontari gli hanno offerto vestiti, scarpe, coperte, lui ha preso solo dell’acqua e rifiutato ogni altra cosa. Ringraziando ha detto: “lasciate queste cose per gli altri che stanno arrivando dietro di me e che ne hanno più bisogno”.

Non so altro di questo padre. Spero sia una persona onesta, venuta per lavorare e mandare suo figlio a scuola. Spero che riesca a diventare un cittadino modello in questa Europa che certo non può accogliere, trovare lavoro e garantire lo stato sociale a tutti, ma che non può neppure voltarsi dall’altra parte e far finta di niente. A questo padre e al suo bambino auguro davvero di trovare un futuro migliore.

Una richiesta di aiuto dall’Etiopia

Emergenza siccità

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La siccità che sta colpendo l’Etiopia secondo l’Onu è la peggiore degli ultimi trenta anni. I raccolti sono andati perduti, migliaia di capi di bestiame deceduti e milioni di bambini sono a rischio. Roberto Rabattoni, verbanese, fondatore nel 1983 del Centro Aiuti per l’Etiopia, è in prima linea nelle zone più colpite. Continua a leggere

Dieci anni fa lo Tsunami: le foto del Tamil Nadu

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Per non dimenticare: le foto che ho scattato dello Tsunami del 2004

Il 26 dicembre 2004 lo Tsunami che devastò il Sud est asiatico colpì anche le coste dell’India meridionale, in particolare lo stato del Tamil Nadu. Solo in quella zona morirono 15 mila persone, altre migliaia non vennero mai più ritrovate.

Con l’operatore Andrea Bovina, assieme all’organizzazione italiana Cesvi e a Mediafriens, partimmo per realizzare un reportage. Queste sono le fotografie che scattai in quei giorni. Continua a leggere

“Al freddo, in tende di fortuna”

“E’ arrivata la prima neve sugli altopiani e migliaia di persone sono al gelo, in tende fatte di teli e cartone”. Da Cornate d’Adda nella Brianza Chiara Nava è arrivata ai confini della Siria per aiutare i profughi in fuga dalla guerra. Settecentomila in Giordania, un milione e settecentomila in Libano. “Stiamo portando coperte, abiti caldi e stufe” ci racconta “ma le persone sono sparse ovunque, fuori dalle città, in accampamenti di fortuna e le temperature sono sempre più basse”. Continua a leggere

L’ italiana in prima linea contro il virus ebola in Guinea

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L’epidemia di Ebola in Guinea (Africa occidentale) continua a causare decine di vittime e non sembra fermarsi. In prima linea a combattere il virus letale assieme al team di Medici Senza Frontiere c’è anche una ragazza italiana. Si chiama Gabriella Ferlazzo Natoli, 34 anni, siciliana. E’ medico infettivologo e lavora nei centri di isolamento dove vengono ricoverati gli ammalati del terribile male. Continua a leggere