Cinquanta italiani nell’inferno di Bangui

Cinquanta militari italiani sono arrivati nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra civile. Staranno nella capitale Bangui, presso la base ‘Ucatex’ nell’ambito della forza multinazionale voluta dall’Unione Europea che opera nella capitale del Paese africano dallo scorso 15 giugno, con l’obiettivo di riportare la sicurezza e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013, che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone. Continua a leggere

Addio Camille, fotoreporter uccisa a 26 anni in Africa

Questo articolo è dedicato ad una ragazza dai grandi occhi curiosi, che in 26 anni di vita hanno visto orrori e sofferenze che la maggior parte della gente non vedrà mai. Quegli occhi guardavano dove altri si voltavano dall’altra parte. Per testimoniare, per raccontare quello che spesso il mondo vuol dimenticare o fa finta di non vedere. Camille lo faceva con le fotografie. Continua a leggere

“Io nel convoglio di donne e bambini sotto attacco”

“In quei momenti bisogna mettere da parte la paura e aiutare le persone che hanno bisogno” racconta Giuseppe Linardi, 28 anni, di Mantova, Emergency Response Coordinator dell’organizzazione Intersos, che nella Repubblica Centroafricana si trovava a bordo di un convoglio con oltre mille sfollati attaccato da uomini armati nei giorni scorsi.

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“Il bambino soldato morto tra le mie braccia”

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Le fotografie di Alessandra Napoleone a Bangui


“Ogni giorno ci portano bambini colpiti da proiettili o feriti a colpi di machete”. E’ un racconto drammatico quello di Alessandra Napoleone, medico anestesista e rianimatore dell’ospedale Brotzu di Cagliari che per Emergency è appena andata in missione nella Repubblica Centroafricana, paese piombato in una guerra civile che rischia di trasformarsi in genocidio nel silenzio generale. Alessandra, madre di due figli, non è alla sua prima esperienza in zone di crisi, ma è rimasta profondamente colpita da quanto accade a Bangui, capitale del paese. In particolare non riesce a non pensare alla morte di un bambino soldato tra le sue braccia. Continua a leggere