Una richiesta di aiuto dall’Etiopia

Emergenza siccità

La siccità che sta colpendo l’Etiopia secondo l’Onu è la peggiore degli ultimi trenta anni. I raccolti sono andati perduti, migliaia di capi di bestiame deceduti e milioni di bambini sono a rischio. Roberto Rabattoni, verbanese, fondatore nel 1983 del Centro Aiuti per l’Etiopia, è in prima linea nelle zone più colpite. Continua a leggere

Cinquanta italiani nell’inferno di Bangui

Cinquanta militari italiani sono arrivati nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra civile. Staranno nella capitale Bangui, presso la base ‘Ucatex’ nell’ambito della forza multinazionale voluta dall’Unione Europea che opera nella capitale del Paese africano dallo scorso 15 giugno, con l’obiettivo di riportare la sicurezza e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013, che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone. Continua a leggere

L’ italiana in prima linea contro il virus ebola in Guinea

L’epidemia di Ebola in Guinea (Africa occidentale) continua a causare decine di vittime e non sembra fermarsi. In prima linea a combattere il virus letale assieme al team di Medici Senza Frontiere c’è anche una ragazza italiana. Si chiama Gabriella Ferlazzo Natoli, 34 anni, siciliana. E’ medico infettivologo e lavora nei centri di isolamento dove vengono ricoverati gli ammalati del terribile male. Continua a leggere

Addio Camille, fotoreporter uccisa a 26 anni in Africa

Questo articolo è dedicato ad una ragazza dai grandi occhi curiosi, che in 26 anni di vita hanno visto orrori e sofferenze che la maggior parte della gente non vedrà mai. Quegli occhi guardavano dove altri si voltavano dall’altra parte. Per testimoniare, per raccontare quello che spesso il mondo vuol dimenticare o fa finta di non vedere. Camille lo faceva con le fotografie. Continua a leggere

“Io nel convoglio di donne e bambini sotto attacco”

“In quei momenti bisogna mettere da parte la paura e aiutare le persone che hanno bisogno” racconta Giuseppe Linardi, 28 anni, di Mantova, Emergency Response Coordinator dell’organizzazione Intersos, che nella Repubblica Centroafricana si trovava a bordo di un convoglio con oltre mille sfollati attaccato da uomini armati nei giorni scorsi.

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Quel che ho visto nel baratro del Sud Sudan


“Se usciamo da qui ci uccidono tutti, uomini, donne e bambini” mi spiega con gli occhi grandi della paura un ragazzo. Sulla fronte ha le tipiche cicatrici segno di riconoscimento delle tribù Nuer ed è terrorizzato come le decine di migliaia che hanno cercato scampo qui nella base delle Nazioni Unite a Juba, capitale di uno sfortunato Sud Sudan. Venerdì un altro campo dell’Onu a Bor pieno di rifugiati è stato attaccato con decine di morti. Quello che è in corso in questa terra d’Africa dimenticata somiglia sempre più ad un genocidio che nessuno sembra in grado di fermare. Questo il racconto del viaggio assieme ai volontari dell’Avsi in un Sud Sudan sull’orlo della catastrofe. Continua a leggere

“Il bambino soldato morto tra le mie braccia”

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Le fotografie di Alessandra Napoleone a Bangui


“Ogni giorno ci portano bambini colpiti da proiettili o feriti a colpi di machete”. E’ un racconto drammatico quello di Alessandra Napoleone, medico anestesista e rianimatore dell’ospedale Brotzu di Cagliari che per Emergency è appena andata in missione nella Repubblica Centroafricana, paese piombato in una guerra civile che rischia di trasformarsi in genocidio nel silenzio generale. Alessandra, madre di due figli, non è alla sua prima esperienza in zone di crisi, ma è rimasta profondamente colpita da quanto accade a Bangui, capitale del paese. In particolare non riesce a non pensare alla morte di un bambino soldato tra le sue braccia. Continua a leggere

Viaggio in Somaliland, il paese “fantasma”

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le fotografie di Angelo Calianno in Somaliland


Il Somaliland è uno stato “fantasma”, nel senso che non esiste ufficialmente ma c’è nella realtà. Da alcuni è consierato il covo dei pirati che infestano il Corno d’Africa, attaccano le navi e sequestrano gli equipaggi. Per altri è il rifugio di pericolosi gruppi di terroristi islamici. Certamente è un paese poco conosciuto, che vive nella povertà e la cui economia è basata sulla produzione di una particolare droga, il chat. In Somalinad è da poco stato un reporter italiano che ci racconta il suo viaggio.
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“La mia fuga tra gli spari dal sud Sudan”

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Il momento dell'evacuazione su un C130 militare


“Le sparatorie sembravano non finire mai. Poi c’erano esplosioni fortissime come quando un carro armato ha distrutto la casa del vice presidente”: ha vissuto momenti difficili Anna Sambo che si trovava a Juba, capitale del Sud Sudan, nel momento in cui è esplosa una nuova guerra tra diverse fazioni armate. Lei, come altri operatori umanitari italiani, sono stati evacuati in tutta fretta con un ponte aereo militare organizzato dall’Unità di crisi della Farnesina. Continua a leggere

Tra i bambini che spaccano le pietre

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Il duro lavoro, spesso con attrezzi rudimentali o a mani nudi


Nell’isola di Nosy Be, nord del Madagascar, decine di bambini vivono praticamente all’età della pietra assieme alle loro famiglie impegnate a scavare una montagna che sorge sopra il loro villaggio. Trascorrono tutto il giorno a trasportare massi e a ridurre le rocce in ghiaia a colpi di martello.
Raffaella Berto, 40 anni, psicoterapeuta di Busto Arsizio, è presidente di Kairos Onlus e dal 2008 lavora per strappare questi piccoli ad una vita di miseria e portarli a scuola.
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