Dieci anni fa lo Tsunami: le foto del Tamil Nadu

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Per non dimenticare: le foto che ho scattato dello Tsunami del 2004

Il 26 dicembre 2004 lo Tsunami che devastò il Sud est asiatico colpì anche le coste dell’India meridionale, in particolare lo stato del Tamil Nadu. Solo in quella zona morirono 15 mila persone, altre migliaia non vennero mai più ritrovate.

Con l’operatore Andrea Bovina, assieme all’organizzazione italiana Cesvi e a Mediafriens, partimmo per realizzare un reportage. Queste sono le fotografie che scattai in quei giorni. Continua a leggere

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Il rischio “lupi solitari”


L’uomo che ha sequestato 17 persone nella caffetteria di Sidney si chiamava Man Haron Monis. Era di origini iraniane e dal 1996 residente in Asutralia. Un personaggio controverso, che si faceva chiamare “sceicco” e faceva campagne contro l’invio dei soldati in Afghanistan. La giustizia lo conosceva: denunce per violenze sessuali e sospettato per la morte della ex moglie. Eppure era libero e l’antiterrorismo non pensava potesse colpire come ha fatto. Da solo. Continua a leggere

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“Al freddo, in tende di fortuna”

“E’ arrivata la prima neve sugli altopiani e migliaia di persone sono al gelo, in tende fatte di teli e cartone”. Da Cornate d’Adda nella Brianza Chiara Nava è arrivata ai confini della Siria per aiutare i profughi in fuga dalla guerra. Settecentomila in Giordania, un milione e settecentomila in Libano. “Stiamo portando coperte, abiti caldi e stufe” ci racconta “ma le persone sono sparse ovunque, fuori dalle città, in accampamenti di fortuna e le temperature sono sempre più basse”. Continua a leggere

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Il potere dei narcos in Afghanistan

L’Afghanistan si avvia a diventare un “Narco-Stato”: le piantagioni di oppio raggiungeranno quest’anno i 250 mila ettari, quasi il doppio rispetto ai 138 mila di appena quattro anni fa, superando così le aree di produzione di coca di tutto il Sud America. Il paese asiatico produce ormai l’85 per cento dell’eroina mondiale, con un giro d’affari da oltre tre miliardi di dollari. Continua a leggere

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Il soldato del futuro

Vedere sul proprio tablet le immagini in diretta trasmesse da un drone che sorvola la zona. Ricevere in tempo reale dal comando la mappa con la posizione delle forze nemiche. Inviare dalla propria telecamera sull’elmetto quello che ci si trova davanti agli occhi. I soldati impegnati sul campo stanno diventando sempre più “digitali” e interconnessi con il proprio comando. Anche quelli italiani. Nei giorni scorsi vicino a Lecce si è svolta una grande esercitazione interforze, nome in codice Joint Eagle, per testare le nuove tecnologie nel caso di una forza di reazione rapida sotto ambito Nato da schierare in una zona di crisi. E nell’occasione sono stati mostrati le nuove dotazioni in sperimentazione per i nostri militari. Continua a leggere

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Califfollywood: il promo dell’ISIS

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Qui il video integrale dell’Isis

Ancora una volta il cosidetto Stato Islamico o Califfato dell’Iraq e della Siria lancia in rete un video. L’ultimo si intitola “Flames of War”, “fiamme di guerra”, sottotitolo: la lotta è appena cominciata, ed è un vero e proprio trailer realizzato con immagini, grafica e montaggio di altissimo livello.
Il filmato, una sequenza di esplosioni, soldati americani feriti, fiamme e uomini mascherati, dura appena 50 secondi e si conclude, come tutti i promo che siamo abituati a vedere al cinema, con la scritta “Cooming soon”, “Prossimamente”. Continua a leggere

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Cinquanta italiani nell’inferno di Bangui

Cinquanta militari italiani sono arrivati nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra civile. Staranno nella capitale Bangui, presso la base ‘Ucatex’ nell’ambito della forza multinazionale voluta dall’Unione Europea che opera nella capitale del Paese africano dallo scorso 15 giugno, con l’obiettivo di riportare la sicurezza e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013, che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone. Continua a leggere

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Iraq: in fuga dalla guerra

Le fotografie che ho scattato nel campo profughi di Baharca, a pochi chilometri da Erbil, nel Kurdistan iracheno. E’ qui che arrivano quanti fuggono dall’avanzata dello Stato Islamico e questo è il campo visitato dal premier Matteo Renzi il 20 agosto. Nel caldo e nella polvere, ci vivono 3 mila sfollati, in tende frustate dal vento oppure in spazi delimitati da teli sotto un grande capannone di cemento. Marzio Babille dell’Unicef è il responsabile delle Nazioni Unite per l’Iraq. Lo abbiamo intervistato. Continua a leggere

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L’ italiana in prima linea contro il virus ebola in Guinea

L’epidemia di Ebola in Guinea (Africa occidentale) continua a causare decine di vittime e non sembra fermarsi. In prima linea a combattere il virus letale assieme al team di Medici Senza Frontiere c’è anche una ragazza italiana. Si chiama Gabriella Ferlazzo Natoli, 34 anni, siciliana. E’ medico infettivologo e lavora nei centri di isolamento dove vengono ricoverati gli ammalati del terribile male. Continua a leggere

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La bufala del mercenario italiano in Ucraina


Nei giorni scorsi sono comparsi sul Web tantissimi articoli che prendevano spunto da un breve video apparso su Youtube. Nel filmato si vede un militare armato davanti ad un blindato bruciato in Ucraina che parla con due persone in lingua italiana. Subito sono fiorite mille teorie e titoli da scoop: “Mercenari italiani combattono in Ucraina!”, “Volontari fascisti arruolati da Kiev!” , “Servizi segreti italiani in campo”, ecc… Alcuni blog hanno elencato domande alle quali “qualcuno” doveva dare risposta: chi è l’italiano che combatte? le autorità di Roma ne sono informate? Chi sono gli altri due italiani che compaiono nel video? Se sono giornalisti, perché non si è visto da nessuna parte l’articolo o il servizio? Se sono agenti dei nostri servizi segreti che ci fanno lì? E così via. Continua a leggere

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