“Vi racconto la guerra nel cuore dell’Europa”

Foto di Fabio Polese

Dal 2014 nell’Ucraina orientale, nel cuore dell’Europa, è in corso una guerra di cui si parla molto poco. Fabio Polese giornalista e fotografo freelance nato nel 1984 a Perugia ha realizzato reportage in diverse zone calde del mondo, Irlanda del Nord, Birmania, Thailandia, Cambogia e Vietnam, Bangladesh, Kosovo, Libano. Da poco è tornato dall’Ucraina dove ha documentato un conflitto che continua nel quasi totale silenzio.

Quale è la situazione che hai trovato in Ucraina? Si combatte ancora?

In Donbass, nonostante se ne parli molto poco e nonostante gli accordi di Minsk dovrebbero garantire una tregua, la guerra continua a fare morti e feriti. Sono stato con i miliziani filorussi nelle prime linee del fronte a Kominternovo e Zaitsevo, dove gli scontri e i bombardamenti sono all’ordine del giorno, documentando sia la situazione militare, sia quella in cui sono costretti a vivere i civili. Ho raccolto tante storie di sofferenza, ma anche di coraggio, orgoglio e di speranza per un futuro migliore. Continua a leggere

“Qualcuno cerca di impedire la stabilizzazione della Libia”. Intervista al nostro ambasciatore a Tripoli

Tentato golpe, accuse all’Italia di occupazione militare, notizie e smentite dalla Libia nel caos. Abbiamo intervistato l’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone rientrato a Tripoli da pochi giorni

Ambasciatore qual è oggi la situazione a Tripoli?

La situazione è di normalità anche ieri al situazione era normale, la città andava avanti. Ci sono stati tentativi di ingresso di uomini armati in alcuni edifici ma tutto introno non c’era alcun segno di scontro o di violenza. Direi che la situazione prosegue nella normalità. Più che altro i tentativi di ieri hanno avuto rilevanza mediatica perché si sta combattendo una guerra mediatica. C’è chi vuole accreditare un messaggio piuttosto che un altro, e cosi si rincorrono notizie che non hanno un riscontro concreto nei fatti. Continua a leggere

“Quanto è diventato difficile fare il peacekeeper”

andrea angeliAndrea Angeli, marchigiano, professione “peacekeeper” per le Nazioni Unite, negli ultimi 30 anni è stato in prima linea in tutti i paesi dove ci fosse una crisi in corso. Portavoce delle principali missioni internazionali, dalla Bosnia al Kosovo, dall’Iraq all’Afghanistan. Qui negli ultimi due anni è stato “political adviser” per la Nato. Prima è stato al fianco del sottosegretario agli esteri Staffan de Mistura per cercare di risolvere la complicata vicenda dei due marò. Dopo “Professione peacekeeper” (2005) e “Senza pace” (2011) esce in questi giorni il suo terzo libro, “Kabul – Roma, andata e ritorno (via Delhi)” (Rubettino editore 2016). Lo abbiamo incontrato e intervistato. Continua a leggere

Una richiesta di aiuto dall’Etiopia

Emergenza siccità

La siccità che sta colpendo l’Etiopia secondo l’Onu è la peggiore degli ultimi trenta anni. I raccolti sono andati perduti, migliaia di capi di bestiame deceduti e milioni di bambini sono a rischio. Roberto Rabattoni, verbanese, fondatore nel 1983 del Centro Aiuti per l’Etiopia, è in prima linea nelle zone più colpite. Continua a leggere

“I cristiani resisteranno nonostante tutto”


“Il Medioriente come lo conoscevamo non esiste più e non so cosa ci sarà dopo. Certo bisognerà ricostruire la fiducia tra cristiani e musulmani e non sarà una cosa facile. Ma è necessario farlo”. Padre Pierbattista Pizzaballa è uno di quei frati che parla in modo semplice e che affronta incredibili difficoltà come se nulla fosse. E’ il Custode di Terra Santa, responsabile dei cristiani in Medioriente. Vive a Gerusalemme ma si sposta tra Iraq e Siria dovunque la guerra minacci fedeli, sacerdoti, chiese e monasteri.
“Ad Aleppo” – racconta – “cristiani e musulmani contano i morti ciascuno per conto proprio, secondo la fede di appartenenza. Questo dimostra che non c’è più fratellanza, che ogni rapporto è da ricostruire”. Lo incontro a Roma dove è venuto per parlare di quanto sta accadendo ad un affollatissimo incontro organizzato dalla fondazione Avsi e dalla rivista Oasis. Continua a leggere

Giornalisti a lezione di guerra

All’estero è quasi obbligatorio, in Italia sta cominciando a diventare una prassi: i giornalisti, i cameraman e i fotografi che vanno sui fronti di guerra devono essere adeguatamente preparati. E così dopo i corsi lanciati dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana assieme allo Stato Maggiore della Difesa, al Corso in memoria di Maria Grazia Cutuli, nascono stages e training camp destinati ai cronisti che vanno a raccontare quanto avviene al fronte con quale nozione sui rischi e la sicurezza. Da pochi giorni si è concluso ad Arvier (val d’Aosta) il primo War Reporting Training Camp. “Chi va in zone di guerra deve essere preparato” ci spiega cristiano Tinazzi, inviato su diversi fronti di guerra, uno dei fondatori dell’iniziativa. Continua a leggere

Il fotoracconto della marcia della speranza da Budapest a Vienna

La stazione

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La stazione di Budapest

Ecco le fotografie che ho scattato durante i giorni della marcia dei disperati dalla stazione di Budapest al confine austriaco.

Per l’8 marzo le donne di Del Castillo

Dalla Luna al vento

“Dalla luna al vento” (Tempesta Editore) è un libro dedicato alle donne con ritratti femminili realizzati in vari paesi del mondo da Luciano del Castillo, fotografo di guerra siciliano, partito dal Laboratorio d’Informazione Fotografica di Letizia Battaglia e ora nella redazione Immagini della agenzia ANSA. Ecco la sua intervista. Continua a leggere

Le prime immagini degli italiani in Iraq

Guerriglieri curdi a lezione dagli istruttori italiani

Il campo è fatto di tende, per ora una dozzina, nei pressi di Erbil, la capitale del Kurdistan Iracheno. La missione è quella decisa dal governo nell’ambito della coalizione internazionale per contrastare l’avanzata dell’ISIS. I compiti dei soldati italiani in Iraq per ora sono di sorvolo aereo e addestramento delle forze di sicurezza curde. Siamo andati a vedere come e poi in prima linea con i Peshmerga.  Continua a leggere

“Io rapita come schiava dell’ISIS”

“Ero al mio villaggio con la mia famiglia quando sono arrivati i miliziani dello Stato Islamico. Hanno separato le donne dagli uomini e quella è stata l’ultima volta che ho visto mio marito”
Incontro Amsha (nome di fantasia scelto da lei) 19 anni, in un luogo segreto vicino a Dohuk, nel Kurdistan a nord dell’Iraq a circa 80 chilometri da Mosul, capitale irachena del Califfato. La ragazza racconta con lucidità come è finita tra le schiave sessuali dell’Isis. Continua a leggere