Gli eroi del treno e il filo rosso con l’11 settembre

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Spencer, Alek, Anthony e Chris, i tre amici americani, due militari e uno studente, e il signore britannico loro vicino di posto, che hanno bloccato il terrorista che stava per compiere un massacro sul treno ad alta velocità Amsterdam Parigi sono degli eroi. Con la loro decisione di mettere a rischio la propria vita per cercare di immobilizzare l’uomo armato che avanzava nel vagone hanno salvato tutti gli altri passeggeri. Sono stati premiati con la “Legion d’onore” dal presidente francese Hollande, ma il loro gesto non è il primo e il loro esempio viene da lontano.

Non dimentichiamoci infatti i 33 passeggeri del volo United Arlines 93 che l’11 settembre 2001, una volta capito di essere stati dirottati, hanno dato l’assalto ai terroristi barricati in cabina provocando la caduta del velivolo a Shanksville e sacrificando la loro vita salvando tanti altri che erano nell’obiettivo dei dirottatori. Non è forse un caso che siano stati tre americani a prendere l’iniziativa sul treno Tgv: ogni statunitense, dopo il trauma dell’11 settembre e l’esempio dei passeggeri del volo 93, ha pensato dentro di sé a come agire nel caso fosse prima o poi toccato a lui. Certo c’entra anche il fatto che due di loro fossero militari in licenza, ma erano disarmati e ad intervenire è stato prima lo studente, non il marines.

In questi tempi bui di stragi e terroristi ci sono anche altri luminosi esempi di coraggio e altruismo: uno degli ostaggi del supermercato kosher di Parigi lo scorso gennaio ha cercato di disarmare il terrorista che lo teneva in ostaggio assieme ad altri, ma è stato ucciso. E’ tempo purtroppo che tutti noi si impari a convivere con il rischio di attacchi terroristici e che non si resti passivi nel malaugurato caso ci si trovi in mezzo. Si deve reagire a chi vuole portare nelle nostre vite quotidiane la violenza del fanatismo.

Come le guide tunisine del museo del Brado, che hanno portato in salvo i turisti che erano con loro. O i dipendenti tunisini del hotel di Sousse che hanno fatto scudo con i loro corpi per proteggere gli ospiti stranieri. O come hanno fatto, sempre a Sousse, gli operai che dal tetto di un edificio in costruzione hanno gettato sul terrorista armato pietre e attrezzi per cercare di bloccarlo. Non come ha fatto il personale del treno Amsterdam Parigi che secondo diverse testimonianze si è chiuso nel locomotore senza aprire ai passeggeri che scongiuravano di essere salvati.

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